spaceship command

rita canarezza & pier paolo coro

listen to the sirens 
space for contemporary art

dal 9 dicembre al 15 febbraio 2015
inaugurazione: 9 dicembre 2014, ore 17,00
montagu bastion
gibilterra - uk


mousse magazine 
listentothesirens.org
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Spaceship Command
Rita Canarezza & Pier Paolo Coro
a cura di Alessandro Castiglioni

Listen to the Sirens - Montagu Bastion
apertura della terza esposizione questa volta dedicata ai due artisti sammarinesi ideatori del Network di Little Constellation
Gibilterra - UK

Spaceship Command è il progetto di Rita Canarezza e Pier Paolo Coro per Listen to The Sirens, spazio per l’arte contemporanea.
La mostra presenta un corpus unico e coerente di nuove produzioni che affondano le radici all’interno della poetica del duo sammarinese, focalizzata sulle relazioni tra pratica artistica, ricerca antropologica e geografica. L’esposizione nasce da una serie di riferimenti e riflessioni, che da oltre un decennio caratterizzano la loro specifica ricerca, sul legame e la natura del “Piccolo Stato”, nell’inesauribile domanda identitaria ad esso correlata.
Da qui l’idea di costruire una nuova, inaspettata, sintesi di questa riflessione, attraverso un’immagine misteriosa e immediata: quella degli “oggetti volanti non identificati”.

Sospesi così tra vista e visione, immaginazione, documentazione scientifica e parascientifica, gli artisti costruiranno all’interno dello spazio espositivo una serie di installazioni che evocheranno l’immaginario (retro)futuro, di un altrove misterioso e non ben definito, indubbiamente alieno.
Il punto di partenza del progetto è il libro d’artista Salon Devolution. Short Stories of non-Indipendence (2013), che vedeva Rita Canarezza & Pier Paolo Coro iniziare una ricerca dedicata alle visioni, inspiegabili e misteriose, che spesso avvengono sulle torri di San Marino e la realizzazione di una serie di performance in cui col proprio corpo, lanciavano segnali, ispirati ai movimenti necessari per indicare agli aeroplani dove atterrare sulle portaerei. Questi segnali sembrano appunto voler richiamare un’alterità indefinita. Forse cercando gli UFO, forse gli extraterrestri, ad ogni modo esprimendo la necessità di indicare un altrove: una via per uscire dai piccolissimi confini del proprio paese - interrogando immagini e visioni riferite a cliché e stereotipi culturali - o l’attesa di una diversità da ricondurre al proprio contesto.

In questo contesto s’inserisce in particolare la nuova opera video che dà il titolo alla mostra: Spaceship Command. La produzione è situata nel giardino della piccola Villa La Califfa disegnata nel 1957 dall’architetto Luigi Moretti (1906 – 1973), in cui le radici architettoniche funzionaliste e le dimensioni relazionali – circolari dell’ambiente intimo, si fondono con uno spazio magico e utopico.

Questo altrove corrisponde, in termini più generali, al bisogno della civiltà occidentale di identificare un luogo misterioso in cui posizionare e stipare ciò che di sconosciuto e di inspiegabile la propria cultura non è in grado di elaborare. Nel Medioevo la foresta, luogo popolato da ninfe e draghi; nell’ottocento il mito dei fondali marini, da Moby Dick al Nautilus di Verne; nella contemporaneità è la volta dello spazio siderale.
Come già nel 1989 Jaques Brosse scrisse : “Ormai la terra, troppo conosciuta, non basta più. Gli stranieri vengono da fuori, da altri pianeti, addirittura da altre galassie. Gli extraterrestri dei romanzi di fantascienza e dei fumetti […] sono i nostri orchi e le nostre fate. L’incognito oggi non è più la foresta, è lo spazio”. (J. Brosse, Mythologie des arbers, 1989)

Si ringraziano, per la produzione delle opere, Rosalia Busignani e Federico Santini

L’attività di Pier Paolo Coro e Rita Canarezza si caratterizza per uno specifica ibridazione tra ricerca nell’ambito antropologico, linguaggi documentaristici, pratica performativa e formalizzazione visiva. Il più grande e complesso progetto elaborato da Canarezza & Coro nel corso degli anni, a partire dal 2004, è Little Constellation: un network dedicato alla conoscenza e la diffusione della pratica artistica nei Piccoli Stati e nelle Micro Aree Geopolitiche d’Europa che conta la partecipazione di oltre quaranta partners in diciannove diversi paesi e l’adesione di otre sessanta artisti. Hanno ospitato il loro lavoro: C.C.A. Center for Contemporary Art Kitakyushu, Kitakyush, Japan 1999, Manifesta 3, 2000, Istituto di Cultura Svizzero SIS, New York 2002, Musée d’Art Moderne Grand - Duc Jean, Mudam, Luxembourg, 2011, National Gallery of Iceland, Reykjavik, 2013.



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